Siamo al 5 novembre. Settembre è passato, ottobre pure e novembre è già iniziato. Il dibattito pubblico promesso dal Sindaco Silvia Salis non è mai partito. Dalla Giunta nessuna spiegazione, dal Politecnico nessuna novità. Intanto, 103.700 euro dei contribuenti genovesi sono già stati spesi.
C’era una volta la Cabinovia della Val Bisagno. Anzi, per essere precisi, c’è ancora, almeno nei rendering, nelle presentazioni e nelle dichiarazioni politiche. Perché nella realtà, a giudicare dal silenzio che avvolge l’intera vicenda, sembra essere finita in una sorta di limbo amministrativo.
Eppure le promesse erano state precise.
Il 28 marzo 2026, a Palazzo Tursi, veniva presentato lo studio del Politecnico di Milano sulle possibili soluzioni per la mobilità della Val Bisagno. Tra le alternative analizzate, la funivia urbana veniva indicata come quella ritenuta più adeguata.
Otto stazioni, circa 6,5 chilometri di tracciato, 50 piloni e una previsione di percorrenza di 18 minuti tra Molassana e Brignole.
Una presentazione accompagnata da rendering e dichiarazioni che avevano immediatamente riacceso il dibattito nella vallata.
Ma il Sindaco Silvia Salis aveva assicurato che non si trattava di una decisione già presa e che sarebbe stato il territorio, attraverso un vero percorso partecipativo, a poter esprimere le proprie valutazioni.
E soprattutto aveva annunciato una data: settembre 2026.
SETTEMBRE È PASSATO. OTTOBRE PURE. E IL SINDACO?
Il 3 giugno, nel corso della Commissione consiliare, Silvia Salis aveva ribadito pubblicamente che a settembre sarebbe partito il dibattito pubblico sulla mobilità della Val Bisagno.
Non un semplice incontro informativo, ma un confronto regolato, nel quale sarebbero state valutate tutte le alternative: cabinovia, tram, BRT, SkyMetro e persino l’opzione zero.
Parole importanti, accompagnate dalla promessa di massima trasparenza e coinvolgimento dei cittadini.
Peccato che siamo arrivati al 5 novembre e di quel dibattito pubblico non si abbia notizia di un effettivo avvio.
Settembre è trascorso. Ottobre è trascorso. E adesso siamo a novembre.
La domanda è inevitabile: il Sindaco Salis ha dimenticato l’impegno assunto oppure la Giunta ritiene che i cittadini della Val Bisagno non meritino neppure una spiegazione?
Non una data aggiornata, non un calendario degli incontri, non una comunicazione chiara sullo stato delle procedure.
Un silenzio che riguarda non soltanto il Sindaco, ma l’intera Giunta, chiamata a dare seguito a un impegno assunto ufficialmente davanti alla città.
85.000 EURO PIÙ IVA: IL POLITECNICO HA PRESENTATO LO STUDIO, E ADESSO?
Ed eccoci alla questione economica, che merita qualche riflessione.
Per lo studio affidato al Politecnico di Milano, il Comune ha impegnato 85.000 euro, IVA esclusa.
Facciamo i conti: 85.000 euro più 22% di IVA significano 103.700 euro complessivi.
Una bella cifra, pagata con denaro pubblico.
Sia chiaro: il Politecnico di Milano ha svolto il proprio incarico e lo studio è stato effettivamente presentato. Ma proprio per questo sarebbe interessante sapere quali ulteriori attività siano state previste, se vi siano stati altri incarichi o approfondimenti e quale sia oggi il ruolo dell’istituto nella prosecuzione della vicenda.
Il Politecnico ha consegnato il suo lavoro, ha illustrato le proprie valutazioni e, bontà sua, ha ricevuto il compenso previsto.
Ma adesso?
Il Comune ha commissionato uno studio, lo ha presentato pubblicamente e ha annunciato un percorso di confronto con i cittadini. Non può pensare che la semplice presentazione di un documento esaurisca le proprie responsabilità.
Perché il problema non è soltanto quanto sia costato lo studio, ma soprattutto quale utilità concreta avrà per la città.
I 103.700 euro sono usciti dalle casse comunali. Le risposte, invece, sembrano ancora in viaggio.
E LA GIUNTA SALIS CHE COSA INTENDE FARE?
La questione è tutt’altro che secondaria.
La Val Bisagno aspetta da anni una soluzione seria al problema della mobilità. Lo Skymetro è stato accantonato, la cabinovia è stata presentata come possibile alternativa e adesso anche il percorso di confronto promesso sembra essersi fermato prima ancora di cominciare.
Non stiamo chiedendo al Sindaco di costruire domani mattina una cabinovia.
Stiamo chiedendo qualcosa di molto più semplice: mantenere gli impegni, informare i cittadini e spiegare quali siano le intenzioni dell’Amministrazione.
Se lo studio presenta criticità, vengano illustrate. Se sono necessari altri approfondimenti, vengano spiegati. Se la cabinovia non è più considerata una soluzione percorribile, lo si dica apertamente.
Ma non è accettabile lasciare una vallata sospesa tra annunci, rendering e promesse che sembrano perdere consistenza con il passare dei mesi.
NON VORREMMO CHE FINISSE COME I PINGUINI TATTICI NUCLEARI!
E qui ci concediamo una battuta, perché la vicenda comincia ad assumere contorni quasi surreali.
Vi ricordate la storia dei Pinguini Tattici Nucleari e delle polemiche sul concerto di Capodanno?
Ecco, non vorremmo che anche la Cabinovia facesse una fine analoga: tanti annunci, tante aspettative, tante polemiche e poi, alla fine, una vicenda che lascia più interrogativi che risposte.
Naturalmente parliamo di situazioni completamente diverse. Ma una cosa le accomuna: quando si parla di amministrazione pubblica e di denaro dei cittadini, le spiegazioni non sono un optional.
E qui, per ora, le spiegazioni continuano a mancare.
SINDACO SALIS, I GENOVESI ASPETTANO RISPOSTE!
A questo punto le domande sono precise:
- Quando partirà effettivamente il dibattito pubblico annunciato per settembre?
- Per quale motivo l’impegno non è stato rispettato?
- Quali ulteriori attività sono previste dopo la presentazione dello studio del Politecnico?
- Qual è oggi l’orientamento della Giunta sulla Cabinovia?
- La cittadinanza potrà finalmente conoscere e discutere tutte le alternative, senza trovarsi davanti a decisioni già confezionate?
Sindaco Silvia Salis, non basta annunciare un confronto pubblico per dimostrare di voler ascoltare il territorio. Bisogna anche organizzarlo.
E soprattutto non si può chiedere ai cittadini di avere pazienza all’infinito quando si tratta di impegni assunti pubblicamente.
103.700 euro sono già stati spesi. Settembre e ottobre sono passati. Novembre è arrivato.
Adesso sarebbe il caso che qualcuno, a Palazzo Tursi, rompesse questo assordante silenzio.
Perché la Cabinovia potrà anche restare un’ipotesi, potrà essere confermata, modificata o definitivamente abbandonata.
Ma una cosa non può essere abbandonata: la trasparenza nei confronti dei cittadini che pagano il conto.
E, soprattutto, sarebbe bello sapere se quella Cabinovia abbia ancora un futuro oppure se sia destinata a rimanere soltanto un costoso ricordo su carta patinata.
Pino Regale
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