L’incarico da oltre 162mila euro affidato per le politiche LGBTQIA+ solleva nuovi interrogativi. La Lega denuncia documentazione incompleta e chiede spiegazioni sulla procedura.
La gestione degli incarichi professionali affidati dal Comune di Genova torna al centro del dibattito politico e amministrativo. Questa volta l’attenzione si concentra sulla consulenza da 162.240 euro, IVA esclusa, assegnata all’avvocata Ilaria Gibelli per attività di studio e supporto sulle politiche LGBTQIA+, sulla parità di trattamento e sul contrasto alle discriminazioni.
Una vicenda che assume particolare rilievo dopo la richiesta di chiarimenti formulata dall’Autorità Nazionale Anticorruzione (ANAC) e la successiva direttiva del segretario generale di Palazzo Tursi, Pasquale Criscuolo, con la quale sono stati richiamati i dirigenti comunali sulla necessità di garantire una più netta separazione delle responsabilità nelle procedure di affidamento degli incarichi esterni.
A far discutere non è soltanto l’importo economico della consulenza, ma soprattutto il percorso amministrativo seguito per individuare la professionista e la distribuzione delle competenze tra i diversi soggetti coinvolti.
La commissione cambia composizione durante la procedura
Dalla documentazione amministrativa emerge un particolare che merita attenzione. La commissione incaricata di esaminare le candidature era stata inizialmente nominata il 4 dicembre 2025. A presiederla era Monica Bocchiardo, affiancata da altri due componenti.
Il 13 gennaio 2026, tuttavia, la composizione dell’organismo viene modificata attraverso una nuova determina, firmata da Marco Speciale, capo di Gabinetto del sindaco Silvia Salis.
Speciale entra direttamente nella commissione, sostituisce uno dei componenti e assume la presidenza, mentre Bocchiardo passa dal ruolo di presidente a quello di componente.
Una modifica motivata nel provvedimento con la complessità della procedura e con la necessità di adeguare la commissione alle disposizioni regolamentari.
Successivamente, il 15 gennaio vengono esaminate le candidature, il 26 si svolgono i colloqui e il 30 gennaio viene individuata l’avvocata Gibelli.
Il 5 febbraio, con un ulteriore provvedimento, lo stesso Speciale firma l’atto di conferimento dell’incarico.
Un unico dirigente in più fasi dell’iter
È proprio questa successione di passaggi a sollevare interrogativi sull’opportunità di concentrare diverse responsabilità nella medesima figura dirigenziale.
Speciale interviene infatti nella modifica della commissione, ne assume la presidenza e successivamente sottoscrive il provvedimento che assegna l’incarico.
Ma il suo ruolo, secondo quanto riportato nello schema contrattuale allegato alla determina, non si esaurirebbe con l’affidamento: al capo di Gabinetto viene attribuita anche la verifica dei risultati delle attività professionali, necessaria per autorizzare i pagamenti periodici.
Un aspetto che si aggiunge alla presenza di Francesca Borzone, indicata nelle determine come responsabile del procedimento per l’istruttoria amministrativa.
La distinzione tra le diverse funzioni dovrà essere chiarita, soprattutto per comprendere chi abbia concretamente svolto i controlli sulle prestazioni e sulla regolarità delle liquidazioni.
Oltre 162mila euro per un incarico triennale
L’incarico affidato a Gibelli riguarda il periodo 2026-2028 e prevede un compenso di 156mila euro, al quale si aggiungono 6.240 euro di oneri previdenziali, per un totale di 162.240 euro, oltre IVA.
Tra gli obiettivi figurano iniziative per il riconoscimento dell’identità alias, attività formative rivolte al personale comunale, interventi contro le discriminazioni e collaborazioni con associazioni, oltre a progetti legati alla promozione del turismo LGBTQIA+.
Dai dati riportati risulterebbero già liquidati 28.121,60 euro. Una circostanza che rende legittimo chiedere quali attività siano state realizzate, quali risultati siano stati conseguiti e attraverso quali verifiche siano stati autorizzati i pagamenti.
La Lega: documentazione incompleta, chiesti chiarimenti
Sulla vicenda è intervenuta anche Paola Bordilli, capogruppo della Lega a Palazzo Tursi, che insieme al collega Bevilacqua aveva presentato una richiesta di accesso agli atti.
Secondo quanto denunciato da Bordilli, la documentazione inizialmente ricevuta dal Comune non comprendeva tutti i provvedimenti relativi alla composizione della commissione. Soltanto attraverso ulteriori verifiche, i consiglieri avrebbero individuato l’esistenza di due distinte determine: quella del 4 dicembre 2025 e la successiva del 13 gennaio 2026, con la quale l’organismo è stato modificato.
La capogruppo ha quindi presentato una nuova richiesta formale per ottenere spiegazioni sulle ragioni della modifica, sui presupposti amministrativi e sull’individuazione del dirigente responsabile del settore che ha seguito la procedura.
Bordilli ha contestato quella che considera una carenza nella trasmissione degli atti, ricordando che l’accesso alla documentazione amministrativa rappresenta uno strumento fondamentale per consentire ai consiglieri comunali di esercitare le proprie funzioni di controllo.
Ora servono risposte da Palazzo Tursi
È opportuno precisare che gli elementi emersi non costituiscono, di per sé, la prova di un illecito o di una violazione delle norme. Il regolamento comunale contempla infatti la possibilità che, nelle procedure particolarmente complesse, un dirigente presieda la commissione esaminatrice.
Resta però una questione di trasparenza amministrativa e di opportunità: perché è stato necessario modificare la commissione a procedura già avviata? Per quale motivo la documentazione inizialmente consegnata ai consiglieri non avrebbe compreso tutti gli atti? E soprattutto, come sono state distribuite le responsabilità tra selezione, affidamento e verifica delle prestazioni?
Domande alle quali l’amministrazione guidata dal sindaco Silvia Salis è chiamata a fornire risposte puntuali.
Perché quando si utilizzano risorse pubbliche per incarichi che superano i 162mila euro, la correttezza formale degli atti non basta: occorrono anche chiarezza, tracciabilità delle decisioni e piena trasparenza nei confronti dei cittadini.
Pino Regale
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