Finalmente! Quella che per anni è stata una minuscola, ma dannosissima, scorciatoia – dieci metri di asfalto al servizio della pigrizia degli automobilisti per “tagliare” il semaforo di Piazza Montano – si sta trasformando nel simbolo di una Sampierdarena che vuole rialzare la testa. La pedonalizzazione di una parte di Via Carlo Rolando non è solo una misura di viabilità, è un vero e proprio atto di coraggio civico e di intelligenza urbana.
In un quartiere che da tempo lotta con problemi di sicurezza percepita e un tessuto commerciale che fatica a resistere, l’idea di togliere spazio alle auto per dare spazio alle persone è rivoluzionaria. E la chiave di volta, diciamocelo, è la personalizzazione che sta accompagnando questa scelta.
Non si tratta di un banale divieto di transito, ma di un progetto di “urbanistica tattica” – il Genova Street Lab – che imbraccia pennelli e sdraio, murales e installazioni temporanee (“Il mare in città”) per trasformare il grigio in blu, il transito caotico in sosta invitante. È questo l’elemento cruciale: creare un luogo che non sia solo “non-auto”, ma che diventi “sì-persone”. Un luogo attraente, un punto di ritrovo.
La sicurezza non si ottiene solo con le telecamere, ma con la vita.
Un tratto di strada che, a detta di residenti e commercianti, era un focolaio di pericolo per chi usciva dalla piazza, ora può diventare un’estensione dei Giardini Pavanello, un punto di arrivo sicuro per i bambini del Pedibus della scuola Salgari. Un’area viva, illuminata, frequentata da famiglie, avventori dei negozi e ragazzi seduti su una sdraio colorata, è per sua stessa natura un luogo più sicuro. Il flusso di pedoni generato dall’attrattiva del luogo – sedute, arte, richiamo storico al legame con il mare – è la migliore forma di sorveglianza naturale.
La sperimentazione di tre mesi (che mi auguro con tutto il cuore diventi definitiva e che, come suggeriscono alcune notizie, potrebbe estendersi a un anno o oltre) e il monitoraggio continuo sono la dimostrazione che l’Amministrazione ha intrapreso la strada giusta: prima si prova con interventi leggeri, si personalizza, si coinvolge, e solo dopo si consolida.
Se questa iniziativa, sostenuta da enti importanti come la Fondazione Compagnia di San Paolo, dimostrerà che pedonalizzare e personalizzare – rispolverando la memoria storica del quartiere, come i mosaici di Via Cantore – può rivitalizzare e rendere più sicuro un’area a rischio, allora Via Carlo Rolando diventerà il modello da replicare in ogni angolo di Sampierdarena e oltre.
Via Rolando non è più solo una strada: è la tela di una comunità che vuole ridipingere il proprio futuro. E un luogo che attira un avventore in più è un piccolo, grande successo per tutti. Un plauso a chi ha avuto il coraggio di scommettere sulla bellezza e sulla vita, contro l’egemonia dell’automobile.
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