“Da questa situazione si può uscire soltanto attraverso una presenza pubblica forte, che non significa escludere i privati, ma garantire una vera regia pubblica dell’intero processo. Lo Stato deve esserci, insieme ai principali gruppi industriali partecipati, perché senza un intervento pubblico è difficile immaginare per ex Ilva un rilancio effettivo, nuovi investimenti e un serio percorso di risanamento ambientale. Accogliendo le nostre sollecitazioni, l’ordine del giorno unitario sottoscritto da tutti i gruppi in consiglio regionale e approvato all’unanimità, va proprio in questa direzione e chiede alla Regione di farsi parte attiva con il governo affinché il futuro piano industriale garantisca l’unitarietà dell’intero perimetro produttivo del gruppo, senza suddivisioni tra i diversi stabilimenti anche attraverso l’affiancamento dello Stato in linea con quanto richiesto dalle organizzazioni sindacali per il rilancio industriale e il processo di risanamento ambientale”, così i Gruppi di opposizione in Regione – Partito Democratico, Alleanza Verdi e Sinistra, Lista Orlando Presidente e Movimento 5 Stelle – a margine del consiglio regionale straordinario su ex Ilva dove relatore di minoranza è stato il consigliere regionale PD ed ex Ministro del Lavoro Andrea Orlando.
“Il punto è che senza una soluzione per Taranto è difficile affrontare anche il futuro di Genova. Il polo ligure ha una sua autonomia e una sua specificità che devono essere salvaguardate, ma non possiamo pensare che possa vivere a prescindere da quello che accade nel resto della filiera. Perdere la produzione di acciaio da minerale significherebbe rendere il nostro Paese più dipendente e condizionabile dall’esterno e indebolire una filiera strategica per comparti come l’automotive e l’imballaggio industriale. Rischiamo di mettere in discussione migliaia di posti di lavoro. Per questo va bene il coinvolgimento dei privati e va bene cercare nuovi investitori, ma nessun soggetto privato può reggere da solo una situazione di questa complessità”, sottolineano.
“Separare il polo ligure dalla parte pugliese rischia di indebolire la competitività delle lavorazioni e delle finiture presenti in Liguria e di rendere ancora più incerto il loro futuro. La priorità deve essere una strategia industriale complessiva, con una forte regia pubblica, capace di tenere insieme Taranto, Genova e il futuro della siderurgia italiana. Una delle richieste che da questo consiglio arriverà al Governo”, concludono.
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