LUCE DEI MIEI OCCHI
I cinque sensi sono le facoltà con cui l’essere umano percepisce il mondo esterno attraverso specifici organi, trasmettendo le informazioni al cervello.
I cinque sensi classici sono:
- la vista, che permette di osservare forme, colori e distanze tramite gli occhi;
- l’udito, che consente di percepire i suoni e le vibrazioni dell’aria tramite le orecchie;
- l’olfatto, che riconosce gli odori attraverso il naso e la mucosa olfattiva;
- il gusto, che rileva i sapori principali — dolce, salato, amaro e aspro — tramite la lingua;
- il tatto, che percepisce il contatto, la consistenza e la temperatura tramite la pelle.
Sono tutti estremamente importanti per la nostra vita e la mancanza di uno soltanto di essi, a causa di un incidente o di una malattia, costituisce una vera e propria tragedia. Pensiamoci un attimo.
Non sentire più le voci e i suoni, ed essere costretti a portare un apparecchio acustico per non vivere nel silenzio.
Non riconoscere più gli odori, non poter più gioire del profumo di un fiore, non poter più assaporare la delicata fragranza di un’essenza: tutto diventa improvvisamente triste.
La buona tavola, il buon cibo, uno dei piaceri della vita, ma non poterne più gioire perché tutto ciò che mangiamo ha lo stesso, identico, asettico sapore.
Non sentire più né il caldo né il freddo e tutto può diventare un pericolo; ma anche non percepire più la gioia di un contatto umano può essere emotivamente destabilizzante.
La mancanza dell’udito, dell’olfatto, del gusto e del tatto sono condizioni gravi che condizionano la vita in maniera importante, ma la perdita di uno di questi sensi permette di condurre un’esistenza senza dover necessariamente dipendere dagli altri.
Ma cosa succede se ci manca la vista? Personalmente, il solo pensiero mi terrorizza e penso a tutti coloro che non possono vedere e sono costretti a vivere nel buio.
Gli scienziati, i ricercatori, i medici che operano in questo settore della medicina e dedicano la loro esistenza alla cura di tutte quelle malattie che possono inibire la vista sono la luce dei miei occhi.
Siete mai andati a vedere cosa succede alla Clinica Oculistica dell’Ospedale Policlinico San Martino di Genova? Io l’ho fatto. Andateci ogni mattina, dal lunedì al venerdì. Guardate le centinaia e centinaia di pazienti che la affollano ogni giorno. Sono una moltitudine.
Andateci e osservate con quanta professionalità, devozione e impegno operano medici e personale sanitario, che devono fare i conti con problematiche di ogni genere e con una mancanza cronica di personale e che, tuttavia, si impegnano a offrire la migliore assistenza possibile.
Sì, anche loro sono un faro nel buio.
Ma io credo che, se la ricerca potesse contare su maggiori risorse, se coloro che operano nel settore potessero usufruire di macchinari più performanti, se fossero in numero adeguato, se uno soltanto di questi “se” smettesse di fluttuare nel limbo dell’indifferenza, allora qualcosa potrebbe cambiare.
Io faccio una semplice domanda e attendo pazientemente una risposta: in questi ultimi anni quanti soldi sono stati stanziati per gli armamenti e quanti per la ricerca medico-scientifica? Con il costo di un singolo carro armato, cosa si potrebbe fare, per esempio, per migliorare sensibilmente la vita lavorativa di tutti coloro che operano ogni giorno alla Clinica Oculistica dell’Ospedale Policlinico San Martino di Genova?
Svegliarsi ogni mattina e vedere il sorriso della persona che si ama, i propri affetti, le cose che adoriamo.
Sedersi in riva al mare e guardare la bellezza incomparabile di un tramonto.
Arrampicarsi in cima a un monte e godere dello spettacolo che ci offre la natura, distesa sotto di noi come un gigante addormentato.
Osservare estasiati uno dei tantissimi capolavori dell’architettura, della pittura e della scultura che ci hanno regalato le storie millenarie della nostra città, del nostro Paese, del mondo in cui viviamo.
Tutte queste emozioni possiamo viverle attraverso i nostri occhi, un tesoro inestimabile.
Se un bimbo perdesse la vista per una malattia che la scienza medica non ha potuto sconfiggere perché i fondi dedicati alla ricerca e alla prevenzione sono stati dirottati altrove; se con quei soldi fossero stati foraggiati conflitti in cui muoiono degli innocenti; se il padre di quel piccolo innocente fosse uno dei tanti potenti che governano il mondo, cosa direbbe a suo figlio?
Giampiero Gioannini
Firma: Giampiero Gioannini
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