Tre episodi distinti, avvenuti in contesti e momenti diversi, ma che insieme restituiscono una fotografia sempre più preoccupante del clima di insicurezza che si respira a Sampierdarena.
Il primo episodio risale alla sera di mercoledì 26 agosto, quando a bordo di un autobus della linea 1, in via Cantore, è scoppiata una violenta rissa. Il mezzo, diretto verso Caricamento e particolarmente affollato, è stato costretto a fermarsi dal conducente. Nel corso del parapiglia, un uomo avrebbe tentato una rapina, cercando di sottrarre un portafoglio e una collanina, venendo poi fermato e colpito da alcuni passeggeri. Durante la rissa il bus avrebbe riportato seri danni.
Il secondo episodio, completamente distinto, è avvenuto nella mattinata di lunedì 31 agosto in piazza Montano, dove un’autista di un autobus della linea 18 è stata insultata e colpita da sputi da parte di un uomo, successivamente fermato dai Carabinieri, per ragioni ancora da chiarire. L’episodio è avvenuto alla fermata nei pressi dei portici, in direzione di via Degola, dove il bus sarebbe poi giunto al capolinea.
Il terzo episodio è invece la rissa avvenuta in via Carlo Rolando, anch’essa distinta dagli altri due fatti.
«Sono tre episodi diversi e non vogliamo assolutamente confonderli per costruire una narrazione politica – dichiarano Davide Rossi e Andrea Ferrari, consiglieri della Lega al Municipio II Centro Ovest –. Ma proprio perché sono tre fatti distinti, avvenuti in luoghi e circostanze differenti, non possono essere ignorati. Raccontano un clima sul fronte della sicurezza che a Sampierdarena è diventato sempre più difficile. Ogni volta che denunciamo il problema della sicurezza ci viene risposto che si tratta di una semplice “percezione”. No. Una rissa a bordo di un autobus è un fatto. Un tentativo di rapina è un fatto. Un mezzo pubblico danneggiato è un fatto. Un’autista insultata e colpita da sputi mentre sta lavorando è un fatto. Una rissa in strada è un fatto e quando episodi di questo tipo si susseguono e i cittadini, i commercianti e i lavoratori ci raccontano quotidianamente la loro esasperazione, la politica ha il dovere di ascoltare e di intervenire». «Esprimiamo la nostra piena solidarietà all’autista della linea 18 aggredita e, più in generale, a tutti i lavoratori AMT che ogni giorno garantiscono il servizio pubblico in condizioni sempre più difficili». «Chi guida un autobus deve poter svolgere il proprio lavoro senza essere insultato, minacciato o aggredito. La sicurezza dei lavoratori AMT è anche la sicurezza dei passeggeri e dell’intero servizio di trasporto pubblico». E quanto accaduto sulla linea 1 il 26 agosto pone anche un’altra questione: l’affollamento dei mezzi e le prospettive di riduzione delle corse legate alla situazione di AMT.
«Se gli autobus viaggiano sempre più pieni e contemporaneamente diminuiscono le corse, è evidente che possono aumentare tensioni e situazioni di conflitto a bordo. Non possiamo pensare di affrontare la crisi di AMT scaricandone le conseguenze sui lavoratori e sui cittadini». «I cittadini sono stanchi di non vedere una risposta concreta. Comune e Municipio Centro Ovest devono uscire dai palazzi e venire nei quartieri, parlare con residenti, commercianti, lavoratori, autisti AMT e associazioni». «Ci chiediamo ancora una volta dove siano l’assessore comunale alla Sicurezza e il presidente del Municipio. Sampierdarena non ha bisogno di sterili dichiarazioni dopo ogni episodio di cronaca: ha bisogno di una strategia, presenza sul territorio, prevenzione e controlli». La Lega torna quindi sulla richiesta, avanzata da tempo, di valutare anche l’impiego dell’Esercito attraverso Strade Sicure, nei limiti delle competenze previste dalla legge e in coordinamento con le Forze dell’ordine.
«Questa proposta la portiamo avanti da tempo – ricordano Rossi e Ferrari – ma oggi c’è un elemento in più: sono gli stessi cittadini a chiederci maggiore presenza dello Stato e, anche l’impiego dell’Esercito».
«Non significa militarizzare Sampierdarena o la città. Significa utilizzare tutti gli strumenti disponibili per rafforzare la presenza dello Stato nelle zone più problematiche e consentire alle Forze dell’ordine di concentrarsi maggiormente sulle attività di sicurezza e controllo del territorio e fare scelte che altre amministrazioni anche di sinistra hanno già intrapreso con ottimi risultati». «Se l’operazione Strade Sicure viene utilizzata anche in altre realtà italiane e non è considerata incompatibile con amministrazioni di centrosinistra, non comprendiamo perché a Genova non si possa nemmeno discutere seriamente di questa possibilità». «Il punto è molto semplice – concludono Rossi e Ferrari –. Non vogliamo confondere tre episodi diversi e non vogliamo sostituirci alle autorità nell’accertamento delle responsabilità. Vogliamo però che la politica abbia il coraggio di riconoscere ciò che sta accadendo». «Tre episodi diversi in pochi giorni non sono una percezione. Sono tre campanelli d’allarme. E a questi si aggiungono le segnalazioni quotidiane di residenti e commercianti che ci raccontano una situazione sempre più difficile». «Sampierdarena non può essere lasciata sola. Comune e Municipio devono intervenire adesso, non dopo il prossimo episodio». «I cittadini non chiedono passerelle, slogan o rassicurazioni di circostanza. Chiedono sicurezza, presenza dello Stato e la possibilità di vivere, lavorare e utilizzare i mezzi pubblici nel proprio quartiere senza paura».
Davide Rossi – Andrea Ferrari
Gruppo Lega – Municipio II Centro Ovest
Ti è piaciuto questo articolo?
Fallo conoscere a chi potrebbe trovarlo utile.