Mentre il dibattito pubblico è dominato dalle ingenti risorse che il Governo destina a teatri di guerra e spese militari, arriva la conferma di un aumento per le famiglie con figli che suona come una magra consolazione. La rivalutazione dell’Assegno Unico Universale (AUU) per il prossimo anno è, infatti, un modesto +1,7%, che si limita a malapena a coprire l’inflazione. Un ritocco automatico, dunque, che non è frutto di una reale volontà politica di sostenere la genitorialità, ma un mero adeguamento tecnico.
Come riportato da Il Messaggero, l’INPS è pronto ad aggiornare sia gli importi mensili dell’assegno che le soglie ISEE di riferimento. Ma di quali cifre stiamo parlando?
Gli Importi Base: Un Aumento che Non Cambia la Vita
Per le famiglie nella fascia più bassa, con un ISEE fino a 17.520,19 euro, l’importo base salirà a 204,4 euro al mese, con un incremento di appena 3,4 euro rispetto ai 201 euro del 2025. Un’elemosina se consideriamo il caro vita e le reali esigenze delle famiglie in difficoltà.
Analogamente, nelle fasce intermedie e superiori, l’aumento è altrettanto risibile:
Per un ISEE di circa 21.800 euro, l’assegno arriva a 182,8 euro.
Per chi ha un ISEE di circa 26.200 euro, si attesta a 160,6 euro.
Anche la soglia ISEE massima sale, superando i 46.720,53 euro: in questa fascia, l’assegno minimo passa da 57,5 a 58,5 euro mensili. Un solo euro di aumento per chi è fuori dalla platea dei più bisognosi.
Maggiorazioni per disabilità e nuclei numerosi: Solo briciole
La stessa logica del “contentino” si applica alle maggiorazioni destinate ai nuclei più fragili e numerosi. Le famiglie con figli disabili, che avrebbero bisogno di un sostegno strutturale e significativo, vedono incrementi che non bastano a coprire nemmeno l’aumento dei costi sanitari e assistenziali.
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