Un’ondata di manifestazioni ha attraversato l’Italia in seguito all’abbordaggio della Flottiglia umanitaria da parte delle forze armate israeliane. Il prossimo fine settimana si preannuncia “di fuoco” con uno sciopero generale e un corteo nazionale per Gaza a Roma, tutti sotto lo slogan “Blocchiamo tutto”.
Le proteste che hanno preceduto questi appuntamenti sono state intense: università occupate e lezioni sospese in varie città, linee ferroviarie bloccate e incidenti in stazioni come Bologna e Firenze Santa Maria Novella. A Torino, un segmento del corteo ha danneggiato gravemente le OGR (Officine Grandi Riparazioni). A Roma, la manifestazione pro-Flottiglia ha visto la partecipazione di decine di migliaia di persone, e si sono registrate tensioni in un liceo tra studenti pro-Palestina e membri della comunità ebraica. L’occupazione di atenei è avvenuta, tra le altre, a Milano, Pisa e all’Università La Sapienza di Roma.
Queste mobilitazioni, sebbene innescate dalla vicenda della Flottiglia, rappresentano un chiaro segnale che il dissenso è diretto contro la guerra in generale e contro ogni forma di complicità. Il blocco delle infrastrutture, dalle stazioni ai porti, e l’occupazione delle sedi universitarie mirano a interrompere la normalità e a evidenziare la richiesta di un embargo militare totale e la cessazione di tutti gli accordi con realtà che sostengono il conflitto. Gli slogan e le azioni superano la singola controversia per reclamare una “Palestina Libera” e gridare “Nessuna pace per chi vive di guerra”, spostando il focus sull’opposizione universale a ogni violenza bellica.
La calma di Genova
In questo contesto di forte agitazione nazionale, Genova si distingue per una mobilitazione molto più contenuta.
Il porto di Genova, uno dei principali snodi logistici del Mediterraneo, non ha subito alcun blocco significativo, marcando un netto contrasto con le azioni intraprese in altre città. La città ligure, pur essendo stata in passato un punto focale delle proteste contro la guerra e hub logistico per traffici militari, in questa occasione ha mantenuto una calma operosa, limitando di fatto la strategia di “bloccare tutto” che ha caratterizzato il resto del Paese. Questa discrepanza evidenzia una mancanza di incisività nel capoluogo ligure o una maggiore cautela?
La concentrazione sulla Flottiglia rischia di oscurare il messaggio più ampio? La mobilitazione delle prossime ore riuscirà a forzare un cambiamento di rotta nelle politiche nazionali?
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