Dobbiamo dirlo senza timore, con il cuore gonfio di orgoglio e un pizzico di malinconia: un’ombra arancione e nera si allunga sulle nostre tradizioni più colorate. Halloween, con il suo carico di zucche e mostri di plastica, sta minacciando di far calare il sipario su secoli di storia e folclore Italiano. Non fraintendeteci, la gioia dei bambini è sacra, ma l’Italia ha il dovere morale e culturale di reagire, riscoprendo e difendendo la sua festa madre: il magnifico carnevale.
Il nostro tesoro, il cuore dell’identità Italiana
Il carnevale, per noi italiani, non è solo una festa, è un’istituzione. Le sue radici affondano nella storia romana dei saturnali e nelle licenze medievali; è un’esplosione di libertà e creatività dove l’ordine sociale si rovescia per un breve, liberatorio periodo.
Le nostre maschere sono anime immortali della commedia dell’arte, simboli di ingegno e filosofia popolare, qualche esempio?
Arlecchino, il mosaico di pezze e l’intelligenza acrobatica.
Pulcinella, la voce ironica e disillusa del popolo napoletano.
Il carnevale è il teatro vivente delle nostre città: è l’eleganza aristocratica e misteriosa di Venezia, dove l’anonimato della maschera permetteva ogni audacia. è l’imponenza satirica dei carri di Viareggio, veri e propri capolavori di cartapesta che sfidano i potenti. È la gioia popolare e generosa del gettito di Cento, una pioggia di dolciumi e doni lanciati dai carri. Il nostro carnevale è arte, storia e filosofia, non un semplice travestimento usa e getta made in USA.
L’ombra d’oltreoceano: un rito importato
E cosa ci propone, in confronto, la notte di Halloween? un rito importato, sdoganato dal consumismo e dai horror movie, basato sul travestimento più per moda che per tradizione. L’evento si ripresenta ogni fine ottobre, pur avendo lontane radici celtiche, è soprattutto un appuntamento trick or treat gradevole, ma strutturalmente vuoto di quel significato profondo e secolare che lega il carnevale alla catarsi e all’identità nazionale. Non possiamo permettere che la nostra ricchezza culturale sia silenziosamente sostituita da una moda passeggera.
La difesa: carnevale, festa nazionale!
È tempo di alzare la voce e difendere il nostro patrimonio con misure concrete. Dobbiamo investire nella riscoperta delle maschere locali, portare il carnevale nelle scuole e nelle piazze con la stessa solennità con cui celebriamo altre ricorrenze.
Ma la risposta più forte, più patriottica, l’unica degna della nostra storia, è una sola: proclamare il carnevale festa nazionale.
Un giorno di festa nazionale garantirebbe che il cuore dell’Italia intera batta all’unisono al ritmo dei tamburi di Viareggio, sotto la pioggia di coriandoli di Cento, nell’incanto delle maschere di Venezia. Significherebbe celebrare, a livello istituzionale, la nostra capacità unica di fare dell’eccesso un’arte e della gioia una tradizione. Difendere il carnevale è difendere la nostra italianità. È un atto d’amore verso i nostri nonni e un lascito di bellezza per i nostri figli.
Il carnevale è l’Italia! facciamolo risplendere!
Ti è piaciuto questo articolo?
Fallo conoscere a chi potrebbe trovarlo utile.