Ne avevamo parlato in un precedente articolo https://www.corrieredigenova.it/crisi-globale-leuropa-sullorlo-della-guerra-le-vere-ragioni-parte-1/
Adesso l’intervento dell’ uomo più influente vicino a Putin, ci da ragione.
Ovviamente Karaganov non ragiona a tutto campo come abbiamo fatto noi, ma si limita a parlare di USA, Europa, Russia e gli interessi economici.
Per il resto, capiremo meglio solo con il passare del tempo.
Sergey Karaganov, influente politologo e ideologo del Cremlino, sottolinea una visione radicale del conflitto in corso, che non è solo contro l’Ucraina ma una vera e propria “guerra contro l’Europa unita.” A suo dire, questa ostilità è favorita dal calcolo razionale degli Stati Uniti, in particolare sotto la potenziale guida di Donald Trump, che non avrebbe interesse a fermare la guerra in Ucraina.
Secondo Karaganov, gli USA:
“Stanno traendo beneficio, prosciugando l’Europa, spogliandola delle sue risorse, facendosi pagare per tenere in vita Kiev. Perché mai dovrebbe fermare tutto?”
“Sono molto più razionali di voi europei… è più facile trattare con loro.”
L’Europa è descritta con disprezzo come una civiltà in declino, priva di un’ideologia forte (“L’antica Roma ce l’aveva, l’Italia di oggi no. Forse è per questo che da molti secoli non siete un grande Paese”) e afflitta da “un neofemminismo nichilista, la negazione della Storia e una inaccettabile libertà dei costumi.” Questa debolezza europea renderebbe più probabile l’escalation e l’intervento russo, reso necessario da un presunto degrado morale dell’Occidente.
Il politologo russo sostiene che:
“La nostra è una guerra contro l’Europa unita. Contro l’Europa di Napoleone e Hitler.”
“Se voi ci attaccaste, dovremmo rispondere con l’atomica.” (pur definendo la proposta iniziale come un “paradosso” volto a “reinstallare il sentimento della paura nel genere umano”).
“Le vostre élite hanno perso ogni forma di credibilità e di autorità, e per questo cercano una guerra contro di noi. Per fermarle, potrebbe essere necessario uno choc.”
“La missione della Russia è quella di fermare il degrado dell’uomo e di liberare il mondo dalle egemonie globali.”
Karaganov ritiene che il presidente americano sia affascinato da Putin e che “il tempo delle sue scelte si sta avvicinando. O sta con noi, oppure sta con l’Europa.” Il prolungamento del conflitto e l’indebolimento economico e morale dell’Europa rientrerebbero dunque in una strategia di arricchimento e consolidamento della posizione globale americana, a discapito degli europei.
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