Un primo risultato del presidio organizzato dall’Ordine dei Giornalisti in collaborazione con l’Associazione Ligure della Stampa e il Gruppo Cronisti Liguri — che ha visto oltre duecentocinquanta persone scendere in piazza davanti alla Prefettura di Genova contro la censura alla stampa e per il rispetto dell’articolo 21 della Costituzione — è già stato ottenuto. Grazie all’intercessione del prefetto Cinzia Torraco, i vertici liguri delle forze dell’ordine hanno acconsentito a fornire ai cronisti che ne faranno richiesta il nome dell’avvocato della persona sottoposta a indagine. A chiederlo era stato lo stesso presidente dell’Ordine degli Avvocati, Stefano Savi, che è intervenuto alla manifestazione. “Si tratta – spiegano Tommaso Fregatti e Andrea Leoni, rispettivamente presidente e vicepresidente di Odg Liguria – di un passaggio importante perché permette ai colleghi di avere un quadro preciso e a trecentosessanta gradi della vicenda e di garantire alla persona indagata o arrestata quel principio di non colpevolezza che il nostro stesso codice deontologico prevede. Auspichiamo soltanto che questa decisione presa a Genova venga estesa anche a tutte le province della Liguria, in modo che i colleghi che lavorano a Imperia, Savona e La Spezia non restino penalizzati nel loro lavoro”. Soddisfazione anche da parte di Stefano Savi, presidente dell’Ordine degli Avvocati: «Abbiamo denunciato insieme, con forza e con argomentazioni precise, una situazione che rischiava di compromettere il diritto di cronaca e la completezza dell’informazione. Lo abbiamo fatto attraverso un confronto costruttivo con le istituzioni e anche con la manifestazione di oggi, ottenendo un primo risultato concreto e significativo. La possibilità per i giornalisti di conoscere il nome dell’avvocato difensore di una persona sottoposta a indagine rappresenta un elemento importante per garantire un’informazione corretta, completa ed equilibrata, nel rispetto dei diritti di tutte le parti coinvolte. È la dimostrazione che quando giornalisti e avvocati lavorano insieme per difendere principi fondamentali, come il diritto all’informazione e le garanzie della difesa, è possibile ottenere risultati concreti. Ringraziamo il prefetto Cinzia Torraco per la sensibilità dimostrata e per aver favorito una soluzione positiva».
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