Ogni livello della sanità ha responsabilità specifiche.
Un CUP è chiuso? Un Pronto Soccorso è pieno? Un ambulatorio ha un problema?
Ed ecco che parte subito il solito mantra: «Regione, quindi è stato Bucci».
La Regione programma, finanzia, organizza e controlla il sistema sanitario. Ma non gestisce il turno del singolo sportello.
Ogni struttura ha una propria catena di responsabilità: direttori, dirigenti, responsabili, medici, infermieri, OSS, amministrativi e dipendenti.
Anche i dipendenti hanno responsabilità, perché può capitare che qualcuno comunichi una malattia all’ultimo momento, che ci sia un’assenza improvvisa o che una sostituzione non venga organizzata. Possono esistere anche situazioni di assenteismo ricorrente che spetta ai responsabili affrontare.
Se un CUP rimane chiuso, prima ci si domanda: PERCHÉ?
Poi si individua chi doveva garantire quel servizio e si risale la catena delle responsabilità.
Se il problema nasce da scelte regionali, si arriva alla Regione, ma utilizzare automaticamente ogni singolo disservizio della sanità per arrivare alla Regione ed attraverso la Regione colpire politicamente Bucci significa saltare tutti i livelli intermedi senza neppure sapere cosa sia realmente accaduto.
Ed attenzione: per livelli intermedi non intendiamo soltanto il dipendente allo sportello, l’OSS o l’infermiere. Ci sono responsabili, dirigenti e direttori che hanno precisamente il compito di organizzare e gestire strutture e servizi.
Non si passa dallo sportello CUP direttamente alla scrivania di Bucci.
Prima si accertano i fatti. Poi si cercano le responsabilità, possibilmente quelle vere.
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