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“Il metodo di Marco Bucci ormai lo conosciamo bene: quando il confronto non porta al risultato che vuole, torna la logica dell’imposizione. Oggi è arrivato persino a evocare l’esproprio. Ma nessuna prova muscolare può cancellare anni di ritardi e scelte sbagliate. Genova sul ciclo dei rifiuti è stata lasciata sola dalle amministrazioni Bucci e Piciocchi e oggi ne paga le conseguenze. Il TMB di Scarpino, annunciato in pompa magna nel 2021 e previsto per il 2022, non è ancora operativo e la programmazione regionale ne rinvia oggi l’entrata in funzione almeno alla fine del 2027. Nel frattempo, Genova resta al 52,32% di raccolta differenziata, contribuendo in maniera determinante al mancato raggiungimento degli obiettivi regionali”.
Lo dichiara il capogruppo regionale del M5S Stefano Giordano, che poi aggiunge: “Prima di parlare di espropri, Bucci faccia un passaggio reale in Anci e apra un confronto trasparente con i sindaci e le comunità dei territori potenzialmente interessati. E soprattutto guardi all’impiantistica che la Liguria ha già e a quella che avrebbe dovuto completare: il Piano regionale prevede quattro poli territoriali per il trattamento dell’indifferenziato, ma l’assetto non è ancora arrivato a regime. Anziché aggiungere ulteriore capacità di incenerimento, la Regione spieghi perché non ha completato ciò che era già programmato e metta sul tavolo dati reali su flussi, fabbisogni e rifiuto residuo”.
“Noi intanto abbiamo le idee chiare: si punti sull’economia circolare. Ridurre i rifiuti alla fonte, aumentare la raccolta differenziata di qualità, il riuso, il riciclo e il recupero di materia, completando gli impianti necessari a questi obiettivi. Prima di vincolare la Liguria per decenni a un nuovo impianto di combustione, si stabilisca quanto rifiuto resterà davvero da trattare dopo il raggiungimento degli obiettivi di prevenzione e riciclo. Governare significa programmare e confrontarsi con i territori, non scaricare su sindaci e cittadini il prezzo degli errori accumulati negli anni. E certamente non significa imporre la propria visione con le minacce”.
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