“Ormai siamo al paradosso: per le mancette elettorali le risorse si trovano sempre, quando invece si tratta di garantire il diritto alla salute dei cittadini improvvisamente i soldi non ci sono. Il Governo Meloni continua a trattare la sanità pubblica come un bancomat da cui sottrarre risorse per finanziare altre priorità politiche, come se curarsi fosse diventato un lusso e non un diritto costituzionalmente garantito. Dietro queste scelte ci sono persone che aspettano mesi per una visita, pronto soccorso al collasso e operatori sanitari costretti ogni giorno a fare i salti mortali”, dichiara il capogruppo del PD in Regione Liguria Armando Sanna, commentando le risorse destinate alla sanità nella prossima legge di Bilancio.
“Le risorse aggiuntive previste dal Governo sono insufficienti rispetto alle richieste delle Regioni. E questo accade mentre il nostro sistema sanitario pubblico attraversa una crisi profonda, che in Liguria conosciamo fin troppo bene. Il rischio è quello di accelerare ulteriormente la privatizzazione della salute: chi può permetterselo paga e si cura, chi non può aspetta, oppure rinuncia. È questa l’idea di sanità che ha in mente il centrodestra? E poi c’è il presidente Bucci, che in pochi giorni è riuscito a smentire sé stesso. Prima ci racconta che in Liguria va tutto bene, sanità compresa, poi in conferenza stampa annuncia che chiederà maggiori finanziamenti al Governo. Bene, adesso dalle parole si passi ai fatti. Lo diciamo da tempo e continueremo a ripeterlo: Bucci deve avere il coraggio di prendere le distanze dalle scelte di un Governo che sta mettendo in ginocchio il servizio sanitario pubblico e fare finalmente il presidente della Regione, il presidente di tutti i liguri, non il rappresentante degli interessi politici della maggioranza che lo sostiene. Pretenda dal Governo Meloni le risorse necessarie, con un’azione chiara, forte e concreta, senza accontentarsi degli annunci”, prosegue Sanna.
“E soprattutto, con il prossimo bilancio regionale, dimostri quanto tiene realmente alla sanità pubblica. Chiediamo che la Regione individui risorse aggiuntive. Non possiamo continuare ad assistere a questo gioco delle parti, nel quale il Governo non garantisce risorse adeguate e la Regione si limita a lamentarsene, mentre a pagare sono sempre i cittadini. La salute delle persone non è una voce secondaria del bilancio, non è una concessione e soprattutto non può diventare merce di scambio per qualche consenso elettorale. Il prossimo bilancio regionale sarà il banco di prova per Bucci: meno propaganda e più risorse per la sanità pubblica. Perché con la salute dei cittadini non si fa campagna elettorale”, conclude Sanna.
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