Genova attende con crescente preoccupazione gli esiti della commissione consiliare di domani, mercoledì 15 ottobre, cruciale per fare chiarezza sulla disastrata situazione economico-finanziaria di AMT e sulle mosse per garantire il servizio di trasporto pubblico. La data del 15 ottobre era stata più volte indicata come termine per la presentazione del piano di salvataggio dell’azienda, ma questo documento non sarà presentato.
Il buco e il piano rimandato
Ai consiglieri comunali sarà invece fornito lo studio di due diligence sui conti, che ha già evidenziato un buco in bilancio stimato tra 70 e 100 milioni di euro e un deficit patrimoniale di 90 milioni, oltre ai prospetti elaborati da Deloitte. Il piano vero e proprio è “quasi pronto” ma necessita di ulteriori affinamenti e passaggi (collegio sindacale, parti sociali), come spiegato dal vicesindaco Terrile.
La preparazione del piano ha visto l’uscita dei consulenti iniziali (Bravo e Strada) per “incomprensioni” con la nuova governance, e ora Price Water House Coopers (Pwhc), incaricata della due diligence, sembra avere un ruolo centrale anche sulle linee guida del salvataggio.
Riforma tariffaria imminente
Nonostante il rinvio del piano completo, la riorganizzazione del sistema tariffario – a esso strettamente collegata – potrebbe scattare già a novembre. L’intenzione è di modificarne il sistema, basato su diverse gratuità e agevolazioni, in più fasi (fino a tre). Non si partirà subito con l’introduzione di parametri ISEE per regolare le gratuità (oggi applicate indistintamente per metro/impianti verticali ai residenti della Città metropolitana e a tutti gli under 14 e over 70 sull’intera rete AMT), ma si attendono comunque novità su perimetrazioni, costi degli abbonamenti o altri aspetti. Il biglietto singolo, integrato e non, non dovrebbe subire aumenti.
Rischio ridimensionamento del servizio
Parallelamente alla crisi finanziaria, i genovesi dovranno confrontarsi con un probabile ridimensionamento del servizio da novembre, dovuto alla carenza di personale (mancato turn-over e pensionamenti). Si parla di circa 70 turni in meno che andranno a sommarsi ai 70 già saltati in primavera, con ricadute sulle linee collinari e sui principali assi di forza. AMT mira a limitare l’impatto su frequenze e affollamento, tutelando le corse nelle ore di punta e quelle scolastiche.
Trasparenza necessaria
In un momento di grave crisi finanziaria che richiede sacrifici ai cittadini (con la riduzione del servizio e la rimodulazione delle tariffe), è fondamentale che l’azienda garantisca la massima trasparenza. Sarebbe pertanto giusto e doveroso che, in occasione di tali illustrazioni e in vista del piano di salvataggio, venissero resi noti e spiegati chiaramente gli stipendi e i compensi erogati ai manager e ai dirigenti di AMT, per un confronto equo con i tagli e i sacrifici richiesti alla collettività.
Composizione negoziata della crisi
Infine, AMT ha confermato l’avvio della procedura di composizione negoziata della crisi, con le carte già presentate alla Camera di Commercio per il via libera e la nomina del responsabile esterno.
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