“Ericsson non ha accolto la nostra richiesta di ritiro della procedura di licenziamento e non ha detto nulla sull’apertura di un confronto vero con le organizzazioni sindacali, le istituzioni locali e il Governo. Di fronte a 131 licenziamenti e alla chiusura dell’intera unità Ottica del sito genovese, non è accettabile che il licenziamento venga presentato come il primo e inevitabile strumento da mettere in campo. Ericsson è una grande multinazionale, con la solidità e le competenze necessarie per individuare altre soluzioni: dalla riconversione delle competenze alle ricollocazioni interne, dall’apertura di nuove linee di attività fino all’utilizzo di ammortizzatori sociali finalizzati alla riqualificazione. I licenziamenti devono essere l’ultima scelta, non il punto di partenza”, così i deputati liguri del PD dopo l’audizione dei vertici Ericsson in Commissione Attività produttive alla Camera.
“È necessario un confronto con il Governo considerato anche il sostegno pubblico che negli anni ha accompagnato gli investimenti e l’innovazione dell’azienda. Dal Ministero sono state concesse all’azienda agevolazioni per circa 8 milioni di euro, con ulteriori risorse per circa 2,5 milioni ancora in fase istruttoria. Il sostegno pubblico all’innovazione non può essere disgiunto dalla responsabilità delle imprese verso i territori nei quali operano, investono e costruiscono competenze”, sottolineano.
“L’azienda deve rispettare la normativa contro le delocalizzazioni introdotta dalla legge di bilancio 2022. La disciplina prevede specifici obblighi di comunicazione per le imprese che, superati determinati requisiti dimensionali, intendano chiudere una sede, uno stabilimento o un reparto autonomo con cessazione dell’attività e almeno 50 licenziamenti. Davanti a una riduzione di queste dimensioni e alla chiusura di un’intera unità, Ericsson deve ritirare la procedura e sedersi al tavolo per costruire un’alternativa. Di fronte a una decisione che pesa così profondamente sul futuro industriale e occupazionale di Genova, è indispensabile che chi ha la responsabilità delle scelte sia presente e si confronti direttamente con le istituzioni e con il territorio. Il prossimo appuntamento sarà lunedì al MIMIT, al tavolo convocato dal ministero. È lì che deve iniziare un confronto concreto, senza pregiudiziali e senza prendere i licenziamenti come un dato acquisito. Non stiamo parlando soltanto del futuro di 131 lavoratrici e lavoratori, ma della ricerca, dello sviluppo tecnologico e della capacità del Paese di conservare competenze strategiche”, concludono.
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