Entra nel gotha, nell’elite, dei mister liguri, e lo fa a pieno regime, fresco non solo di un patentino Uefa A stra meritato, ma grazie ad una investitura sul campo, fatta di anni di sacrifici, prima da calciatore di ottimo livello (tutta la trafila nelle giovanili della Sampdoria, poi parecchi campionati alle spalle in serie D da ragazzo nel Derthona e Pontedecimo, quindi Molassana in Eccellenza). Luca Ricciardi, nato il 3 aprile del 1989, è uno dei mister di maggior valore sulla piazza ligure, senza sponsorini alle spalle, ma con un bagaglio davvero notevole.
Carriera interrotta a causa di un bruttissimo doppio infortunio ed allora ecco lo slancio in panchina, quasi naturale per lui. Fin dalle prime mosse da mister, si intravedono grandi qualità, un saper fare non comune, un telecomandare le squadre che appare spontaneo.
Nella scuola calcio albarina assurge subito il ruolo di coordinatore tecnico, poi una stagione trionfale nella James leva 2005, quindi il salto, o meglio il ritorno, nei professionisti, nel settore Femminile della Sampdoria, fino alla prima squadra blucerchiata. Lo studio a Coverciano per il conseguimento del patentino Uefa A non gli permetteva più di continuare una carriera da mister di alto livello ed allora ecco la guida, assieme al suo amico Simone Margiotta, della Polis leva 2015.
“La mia soddisfazione più grande? Completare un percorso formativo di crescita, soprattutto quando i tuoi ex giocatori ti fermano per strada e ti salutano, ringraziandoti per quanto hai fatto per loro sul rettangolo di gioco”. La delusione mister? “Il non aver reso la mia grande passione infinita per il calcio una fonte di lavorio stabile ed unica. Modello di mister? Carlo Ancelotti senza dubbio, per quanto riguarda i mister che ho avuto io, direi Maurizio Pertusi ai tempi della Sampdoria”.
Nella foto, mister Ricciardi a Coverciano.
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