Il grosso del corteo avrà raggiunto il numero delle 500 unità all’altezza della stazione Principe
Il grosso del corteo avrà raggiunto il numero delle 500 unità all’altezza della stazione Principe, un corteo molto lungo ed articolato, molto veloce nel passo, senza bandiere di partiti, senza petardi e fumogeni. Nemmeno uno striscione presente. Partito da piazza De Ferrari in 250 circa con un’ora e mezza di ritardo e diretto fino alla Marittima (singolare la presenza di una bandiera di un cartone animato), poi ha fatto retromarcia verso le gallerie del Portello per sbucare a De Ferrari. In via Balbi i negozianti hanno tolto all’improvviso sedie e tavoli dai dehors. Non una vetrina è stata toccata, non un negozio è stato devastato come successo a Milano la settimana scorsa, nemmeno una macchina graffiata. Un corteo monopolizzato dalla sinistra estrema che ha fatto capire la sua presenza con cori contro la polizia ed il Governo della Meloni, e a favore della Palestina.
Capillare la prevenzione delle forze dell’ordine, coordinate dal Governo centrale di Roma, che in settimana ha svolto diverse perquisizioni e arrestato la mente del gruppo 1710, un bresciano marocchino giornalista di 30 anni, laureato, che sobillava la piazza sui canali social.
L’idea è che sia solo un assaggio rispetto allo sciopero generale del 30 ottobre, con i portuali genovesi che vorranno bloccare la città.
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