Dovrebbe essere scontato, ma non sempre lo è, purtroppo, negli ultimi turbolenti periodi, in particolare sulle linee 1, 7, 8, 9, 18 e 618. Un cartello esposto attaccato alla portiere degli autisti Amt, dove si ricorda in più lingue che, aggredire un autista, è un reato penale. Infatti, molti autisti, negli ultimi periodi, hanno abbandonato il mestiere, optando per lavorare in porto, dove le paghe sono migliori e almeno non vengono aggrediti dai maranza. Altra novità, oltre alla massiccia presenza di autiste in rosa, anche l’assunzione dei primi autisti ecuadoriani.
E la memoria scorre rapida quando nei vecchi bus Amt, quelli arancioni, non vi era una barriera tra il pubblico e gli autisti, vi era solo una finestrella alta meno di un metro. Il contatto era diretto: e quante volte si intavolavano discorsi con gli autisti dei mezzi pubblici, e non solo per chiedere informazioni o dove scendere.
Foto scattata sul bus 383, nella tratta a Marassi di via Monticelli (circolare), passando per piazza Guicciardini, via Aurelio Robino e viale Bracelli.
Ti è piaciuto questo articolo?
Fallo conoscere a chi potrebbe trovarlo utile.