“Ennesimo schiaffo alle cittadine e ai cittadini, presi in giro da un centrodestra che sulla carta promette mari e monti, ma poi nella pratica disattende gli impegni presi: oggi, infatti, e per l’ennesima volta, alla Casa della comunità di Quarto abbiamo trovato il Cup chiuso. È imbarazzante vedere le persone recarsi in struttura convinte di poter prenotare una visita o un esame, o ancora pagare una prestazione, e poi dover tornare indietro perché lo sportello è chiuso. È questa la razionalizzazione del presidente Bucci? La cosa ancora più grave è che la Regione Liguria ha presentato la Casa di Comunità di Quarto come una struttura di tipo “hub”, aperta h24, sette giorni su sette e dunque come un punto di riferimento per rendere i servizi sanitari più accessibili ai cittadini. La stessa Asl3 indica espressamente tra i servizi presenti al piano terra il Cup e l’anagrafe sanitaria ad accesso diretto. Ma se il cittadino arriva per usufruire di un servizio e lo trova, di quale sanità di prossimità stiamo parlando?”.
Così, il capogruppo regionale del M5S Stefano Giordano, a margine di un sopralluogo alla Casa di comunità di Quarto.
“Le inaugurazioni, gli annunci e i proclami sulla mirabolante efficienza della nuova sanità territoriale non bastano – continua il capogruppo -. I servizi devono essere concretamente disponibili quando servono. Allo stato attuale, questo non sta avvenendo e oggi, a Quarto, la risposta data a chi aveva bisogno è stata: “tornate un’altra volta”. Il totem? Immaginiamoci un anziano alle prese con la tecnologia, un anziano che magari ha bisogno di assistenza per una prenotazione o un pagamento. La digitalizzazione può essere uno strumento utile, ma non può diventare un alibi per chiudere gli sportelli e lasciare sole le persone”.
Ti è piaciuto questo articolo?
Fallo conoscere a chi potrebbe trovarlo utile.