“Con le sue scelte il presidente Bucci dimostra di non avere alcun interesse per il futuro del Galliera e di chi ci lavora. L’ultimo episodio è l’emendamento che esclude il Galliera dalle nuove risorse stanziate dalla Regione: una decisione che penalizza ancora una volta un ospedale fondamentale per Genova”. Lo dichiarano Simone D’Angelo, consigliere regionale del Partito Democratico, e Armando Sanna, capogruppo e relatore al disegno di legge n. 129, in discussione domani in Consiglio regionale, a proposito dell’emendamento presentato dal centrodestra volto a escludere il Galliera dai nuovi fondi regionali.
“È l’ennesima decisione che va nella stessa direzione: indebolire il Galliera e ridurne il ruolo nella sanità ligure. Bucci deve spiegare ai genovesi perché un ospedale di riferimento per migliaia di persone viene tagliato fuori da questi fondi. Che futuro immagina per il Galliera? E perché ogni sua scelta va nel senso opposto al suo rafforzamento? C’è poi il ritardo della Regione nel coprire le perdite del 2024 e del 2025, passaggio necessario perché il Galliera entri nel coordinamento dell’Azienda ospedaliera metropolitana (AOM) entro il 31 dicembre. Intanto diversi professionisti lasciano il Galliera per passare proprio all’AOM, in una competizione assurda tra strutture che dovrebbero collaborare. Il risultato è un ospedale che perde competenze, mentre la Regione resta ferma”, aggiungono.
“Messi in fila, i fatti parlano chiaro: meno risorse, meno professionisti, meno peso. Il Galliera viene svuotato della sua funzione storica e sanitaria, ed è difficile credere che sia un caso. Bucci smetta di liquidare ogni episodio come una questione tecnica: dietro c’è una direzione politica precisa. Non accetteremo che l’ospedale dei genovesi venga sacrificato con decisioni prese senza trasparenza e senza confronto con la città. Servono risposte immediate, risorse adeguate e garanzie concrete. E serve una grande mobilitazione popolare, ampia e trasversale, per fermare questo progetto prima che sia troppo tardi. Il Galliera è di Genova e dei genovesi: difenderlo significa difendere il diritto alla salute di tutti”. concludono
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