«Gambino non perde occasione per attaccare Silvia Salis sul tema della sicurezza, ma forse oggi farebbe bene a concentrarsi su quanto sta emergendo dall’inchiesta che coinvolge la Polizia Locale di Genova, di cui è stato assessore per anni.
Massimo rispetto per il lavoro della magistratura e per la presunzione di innocenza di tutte le persone coinvolte, ma questo non significa che non ci siano anche delle responsabilità politiche sulle quali è necessario fare chiarezza.
Per anni il centrodestra genovese ha fatto della sicurezza una questione identitaria, dispensando lezioni di legalità, rigore e tolleranza zero a chiunque. Oggi, di fronte a un’inchiesta che coinvolge agenti della Polizia Locale per fatti di particolare gravità, sarebbe quantomeno opportuno che chi ha amministrato la città nel periodo in cui si svolgevano i fatti contestati spiegasse quali controlli siano stati effettuati e se vi fossero state segnalazioni o criticità.
Gambino ha ricoperto la delega alla Sicurezza nelle amministrazioni Bucci e Piciocchi. È quindi del tutto legittimo chiedere a tutti e tre di chiarire cosa sia stato fatto durante quegli anni. Non si tratta di anticipare giudizi o attribuire responsabilità penali, che spetta esclusivamente alla magistratura accertare, ma di assumersi le responsabilità politiche e amministrative che derivano dall’aver governato una città.
Perché è fin troppo facile parlare di sicurezza quando si è all’opposizione, un po’ meno fare i conti con quello che emerge dopo anni di governo e una gestione securitaria che ad oggi si rivela in tutta la sua inefficacia.
La sicurezza è una questione centrale, per cui sono necessarie conoscenze tecniche e rispetto delle competenze, non uno slogan da utilizzare a seconda della convenienza politica. E proprio per questo i genovesi meritano risposte, non il silenzio di *chi fino a ieri governava, ma ci accusava di aver reso la città più insicura in un solo anno di mandato».
Ti è piaciuto questo articolo?
Fallo conoscere a chi potrebbe trovarlo utile.