Genova, 28 Ottobre – Quando le foglie d’autunno iniziano a cadere e le giornate si accorciano, un’ombra non naturale si allunga su uno degli spazi più vitali e gratuiti di Genova: il Parco dell’Acquasola. Alle 17:30, un orario in cui la maggior parte dei bambini genovesi, appena usciti da scuola, cerca un momento di svago e gioco all’aria aperta, il parco è già inghiottito da un buio precoce. La ragione? Le luci restano ostinatamente spente, i lampioni non ci sono!
L’oscurità del risparmio sulla pelle dei più piccoli
Il quadro è desolante e, diciamocelo, indecoroso. In una città che vanta un ricco patrimonio e che si promuove come moderna e attenta ai suoi cittadini, si assiste a una logica del risparmio che colpisce il bersaglio più indifeso: i bambini e le loro famiglie. L’assenza dell’illuminazione pubblica all’Acquasola, in pieno ottobre, non è un semplice disservizio tecnico; è un segnale politico amaro.
Si sta di fatto rendendo inagibile e insicuro un luogo di incontro e di gioco gratuito nel cuore della città, proprio nell’unica fascia oraria in cui è fruibile dopo gli impegni scolastici. Chi può permettersi attività a pagamento, palestre e circoli, aggira il problema. Ma per tutti gli altri, l’Acquasola al buio significa una cosa sola: “Tornate a casa, non c’è posto per voi qui.”
Una questione di sicurezza e priorità:
Lasciare un parco buio alle 17:30 non è solo negligenza, è un gesto che mina la sicurezza. Bambini e genitori costretti a muoversi nell’oscurità diventano più vulnerabili. L’Amministrazione Comunale di Genova sta di fatto decidendo che l’efficientamento, o il presunto risparmio, vale più della sicurezza e della qualità della vita dei suoi cittadini più giovani.
Genova: Sempre più povera di gioia gratuita
La situazione all’Acquasola non è un caso isolato, ma l’ennesima conferma di una tendenza preoccupante: la progressiva riduzione degli spazi pubblici, gratuiti e non commerciali dedicati all’infanzia e all’adolescenza. Mentre vetrine e centri commerciali restano illuminati a giorno, i luoghi dove l’uguaglianza sociale si realizza attraverso il gioco libero e non condizionato vengono lasciati nell’ombra.
Questo è il vero impoverimento della nostra città. Non solo economico, ma sociale e civico. Una comunità che risparmia sui luoghi di crescita e socializzazione dei suoi bambini è una comunità che smette di credere nel suo futuro.
Siamo al fianco dei genitori e dei bambini dell’Acquasola.
Pretendiamo che l’illuminazione venga installata, non come una concessione, ma come un diritto sacrosanto a fruire degli spazi pubblici in sicurezza.
Genova non può essere la città dove si risparmia sull’unica cosa che non ha prezzo: il sorriso e la serenità dei suoi bambini.
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