“C’è uno scandalo a Genova su cui è necessario si accenda un faro anche a livello nazionale. Ottocentomila metri cubi di fanghi dragati dal porto. Materiali potenzialmente contaminati. E, secondo quanto emerso dalle indagini della Procura, una parte sarebbe stata dispersa al di fuori dell’area di contenimento, nel canale di calma davanti all’aeroporto Cristoforo Colombo. Siamo di fronte a fatti gravissimi, che non possono essere liquidati con qualche rassicurazione di circostanza. Parliamo di possibili contaminazioni del mare, dei fondali e di rischi per la salute dei cittadini. Per questo ho presentato due interrogazioni parlamentari per chiamare in causa il Governo e chiedere conto ai ministri dell’Ambiente, delle Infrastrutture e della Salute. Vogliamo sapere chi ha controllato, quali analisi sono state effettuate, dove sono finiti quei fanghi e se siano stati dispersi contaminanti in mare. Ma soprattutto: perché, nelle procedure ambientali della nuova diga foranea, non sarebbero state adeguatamente approfondite le criticità dei precedenti dragaggi? E perché si è scelto di concentrare poteri autorizzativi così rilevanti nelle mani del Commissario straordinario? Genova non è una discarica. Il mare non è una fogna. I cittadini non sono cavie. Il Governo deve risponderne davanti ai genovesi e a tutti gli italiani. E deve farlo con fatti, documenti e trasparenza, non con il solito silenzio”. Lo dichiara Luca Pirondini, capogruppo M5S al Senato.
Ti è piaciuto questo articolo?
Fallo conoscere a chi potrebbe trovarlo utile.