In attesa della giornata dei Defunti di domani, oggi è stato il vero banco di prova per i fioristi e bar (sono rimasti solo due, uno in mano ai cinesi nella via laterale dai marmisti e il chiosco degli italiani) del Cimitero di Staglieno, visto che era domenica, e cadeva Ognissanti. Dopo un avvio in sordina come ieri, dalle 9 in poi si è registrato un buon afflusso di persone che hanno ricordato i propri cari. Alcuni dei quali si sono inerpicati ai piedi fino al Velino, lassù in cima, quasi verso Sant’Antonino.
La maggior parte delle persone ha optato per i cristantemi o comunque i fiori naturali. Gettonate anche le gerbere, a seguire le rose, i garofani, i tulipani. Alcuni hanno invece scelto un vasetto vero e proprio, come l’erica, che non si bagna quasi mai ed allora dura parecchio sulle tombe dei propri cari. C’è chi ha optato per il tradizionale lumino (rosso o bianco) che un tempo si accendeva con i cerini donati dai fioristi davanti al Cimitero (si sfregiavano sulla tomba) e ora accesi con l’accendino. Parecchi anche i lumini elettrici che durano 160 giorni o anche 365 giorni, con le effigie dei Papi Giovanni Paolo II, Papa Francesco I o addirittura Giovanni XXIII detto il “Papa Buono”, e della Madonna di Lourdes o di Fatima. Negli ultimi due anni va molto di moda donare ed apporre sulla tomba del defunto anche un cuoricino, o un orsacchiotto, o ancora un qualcosa che ricorda il defunto in vita, che gli o le piaceva.
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