Il Consiglio Comunale di Genova ha approvato oggi, con la sottoscrizione di tutti i Capigruppo di maggioranza e di opposizione, un ordine del giorno straordinario che esprime la massima solidarietà ai 131 lavoratori di Ericsson coinvolti nella nuova procedura di licenziamento annunciata dall’azienda l’11 settembre scorso. Un atto di unità istituzionale raro e significativo, che il Gruppo PD ha contribuito a costruire e che testimonia quanto la vicenda sia sentita da tutta la città, al di là degli schieramenti.
La situazione che si è aperta agli Erzelli è drammatica. Il sito genovese di Ricerca e Sviluppo, presente in Italia dal 1978 e autore di oltre 750 brevetti negli ultimi vent’anni, ha già perso più della metà del proprio personale dal trasferimento sulla collina nel 2012, passando dai 900 dipendenti iniziali ai 373 attuali. A marzo 2025 altri 8 lavoratori erano stati dichiarati in esubero: oggi l’azienda annuncia l’uscita di ulteriori 131 persone — 56 impiegati, 64 quadri e 11 dirigenti — quasi un terzo dell’intero polo, con la chiusura integrale del reparto R&D Ottica e il coinvolgimento di un’altra area di ricerca impegnata sulle tecnologie di rete avanzate. Colpisce in particolare che a essere colpito sia proprio il settore Ricerca e Sviluppo, cuore strategico e altamente qualificato dell’azienda, tanto più se si considera che Ericsson ha in passato beneficiato di risorse pubbliche destinate anche a progetti di ricerca e sviluppo. Non è un caso che i sindacati abbiano parlato apertamente di un “dramma sociale” per i lavoratori e le loro famiglie, e di un colpo durissimo per un polo tecnologico, quello degli Erzelli, che da anni vive un progressivo ridimensionamento della presenza di Ericsson.
Con l’ordine del giorno il Consiglio impegna la Sindaca e la Giunta ad attivarsi con la massima urgenza nei confronti della proprietà e della dirigenza Ericsson per chiedere la sospensione o la revoca immediata della procedura di licenziamento, coinvolgendo senza indugio le organizzazioni sindacali, l’azienda stessa e le istituzioni competenti, anche attraverso la richiesta di un tavolo al Ministero di riferimento, con l’obiettivo di scongiurare i 131 licenziamenti e salvaguardare integralmente i livelli occupazionali. Il documento chiede inoltre all’Amministrazione di farsi promotrice, in coordinamento con Regione Liguria e Ministero delle Imprese e del Made in Italy, della riattivazione di tutti gli strumenti normativi e di sostegno al reddito disponibili per i lavoratori coinvolti, di valutare la riapertura del tavolo che nel 2017 aveva visto seduti insieme Comune, Regione e Confindustria, e di riferire periodicamente alla commissione consiliare competente sugli sviluppi del confronto e sulle azioni messe in campo.
“Come Gruppo PD abbiamo voluto essere parte attiva di questo ordine del giorno perché di fronte a una vertenza come questa non ci può essere distinzione tra maggioranza e opposizione: c’è un’unica città che deve difendere il proprio lavoro e le proprie competenze,” dichiara la Capogruppo PD Martina Caputo. “Quello che sta accadendo agli Erzelli non è solo un problema di numeri, è la messa in discussione di un pezzo di futuro tecnologico di Genova. Chiediamo alla Sindaca e alla Giunta di agire subito, con la stessa determinazione e la stessa unità che ha dimostrato il Consiglio, perché ogni giorno che passa senza un’interlocuzione forte con l’azienda è un giorno in più di incertezza per 131 famiglie.”
Sulla vicenda interviene anche il Segretario del PD Genova Francesco Tognoni: “Quanto sta accadendo nella sede Ericsson degli Erzelli rappresenta un segnale d’allarme che coinvolge tutto il tessuto produttivo e sociale del nostro territorio. Colpire il comparto della Ricerca e Sviluppo compromette direttamente l’economia ad alto valore aggiunto su cui Genova ha il dovere di investire. Chiediamo con forza che la vertenza venga presa in carico a tutti i livelli istituzionali per individuare soluzioni rapide ed efficaci. Come Partito Democratico garantiamo il nostro pieno sostegno ai lavoratori e alle rappresentanze sindacali lungo tutto il percorso della vertenza.”
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