Il Consiglio comunale ha approvato, oggi e all’unanimità, la proposta di deliberazione che istituisce la Commissione speciale antimafia, collaborazione sociale al riutilizzo dei beni confiscati, anticorruzione, trasparenza ed educazione alla legalità. Un passaggio che il Gruppo consiliare del Partito Democratico rivendica con orgoglio: la proposta è stata presentata da tutti i capigruppo di Maggioranza, a testimonianza di una completa unità su un tema che attraversa tutta la coalizione. La proposta è stata portata avanti, per il PD, grazie all’impegno e alla passione del consigliere Edoardo Marangoni.
«Con questa maggioranza progressista, guidata dalla sindaca Silvia Salis, da oggi Genova avrà una commissione speciale Antimafia», afferma il consigliere Edoardo Marangoni, che nel suo intervento in aula ha ricordato come fino a ieri nessuno ritenesse possibile questo risultato. «A chi dice che è un bel risultato ma con poca sostanza rispondiamo noi, che da sempre siamo sul fronte dell’antimafia, dimostrando la concretezza di questo strumento. La criminalità organizzata e armata è il nostro nemico: se loro sono organizzati, dobbiamo esserlo anche noi. La nostra organizzazione sarà la rete sociale, culturale ed economica che la Commissione tesserà e di cui sarà il nodo focale. Le istituzioni devono dire da che parte stanno, e noi oggi lo facciamo.»
Il lavoro, spiega Marangoni, partirà dalle audizioni: le principali associazioni antimafia come Libera, Wikimafia e le Agende Rosse, i sindacati, le organizzazioni imprenditoriali, per capire quanto già accade e quanto viene percepito dell’ombra mafiosa sulla città. A questo si affiancherà l’adesione ad Avviso Pubblico, la rete degli amministratori locali impegnati per la legalità democratica.
I temi sul tavolo della Commissione saranno quelli che toccano la vita quotidiana di Genova: il traffico di stupefacenti, che significa parlare del Porto e del Centro storico; il racket della prostituzione e della tratta, che impone di smettere di parlare solo delle donne sfruttate per parlare di chi quel sistema lo governa; il gioco d’azzardo patologico, con i 3,9 miliardi spesi in Liguria nel 2025 su 165 in tutta Italia, a fronte degli 83 spesi dallo Stato per la scuola e dei 12 per la ricerca. Su quest’ultimo fronte sarà determinante la collaborazione con la Consulta comunale sul gioco d’azzardo. Ancora, i reati ambientali: secondo il rapporto Ecomafie 2026 di Legambiente, la Liguria è la prima regione del Nord con 1.863 reati, e Genova con 963 è la prima provincia del Nord, e di questi ben 129 sono reati legati al ciclo dei rifiuti.
Quanto all’utilità concreta della Commissione, per Marangoni la risposta è nella prevenzione: «Il Comune potrà avere un ruolo autonomo e sussidiario rispetto alla magistratura. Oggi la criminalità organizzata non imbraccia il fucile, ma commette reati fiscali e non spara: un cambiamento anche pericoloso, perché abbassa la soglia di percezione del rischio e fa crescere l’accettazione sociale di un sistema che coinvolge anche pezzi di imprenditoria e società civile, una zona grigia che si amplia mentre la Commissione deve farci luce.»
Tra gli spazi di infiltrazione che interessano il Comune, il Consigliere indica l’esternalizzazione nella grande industria -che può portare a desertificazione e completa distorsione delle regole del mercato- e la catena dei subappalti nelle grandi opere -da ribaltare con il “cantiere trasparente”: filiere più corte e controlli su accessi e badge. La Commissione non si sovrapporrà all’Osservatorio sui beni confiscati, con cui anzi dialogherà, e collaborerà stabilmente, rendendolo uno dei nodi focali della rete organizzata per la legalità.
Similmente si rapporterà con un altro nodo focale della rete: la Commissione antimafia del Consiglio regionale della Liguria, istituita nel 2020 su proposta di Luca Garibaldi (PD) e oggi presieduta da Andrea Orlando. La delibera attribuisce alla Commissione compiti di indagine conoscitiva, anche sulla corruzione elettorale, di proposta alla Giunta e di collaborazione con il Responsabile della prevenzione della corruzione, con audizioni periodiche e una relazione al Consiglio. Sarà composta da consiglieri di tutti i gruppi, resterà in carica fino al termine della consiliatura e qualora non si riuscisse ad istituzionalizzarla definitivamente, non potrà che essere riproposta nel prossimo Ciclo Amministrativo: ormai meno sarebbe inaccettabile.
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