“Con la Commissione di oggi è stato certificato, attraverso dati e uno studio indipendente, il fallimento del Bonus Caruggi, per anni decantato dal centrodestra come uno degli strumenti principali per il rilancio del centro storico. I numeri infatti confermano quello che avevamo sostenuto da tempo: una volta terminato il sostegno pubblico, la sopravvivenza delle attività si riduce. Per il primo bando, infatti, solo il 38% delle attività risulta ancora attivo. Il problema è dunque evidente: non basta fissare obiettivi numerici, come aprire 200 negozi, e distribuire contributi per produrre una vera rigenerazione economica e sociale”.
Così, a margine dell’odierna Commissione dedicata al “Bonus caruggi”, il capogruppo comunale del M5S Marco Mes con il collega Marco Casini, che poi ricordano: “parliamo di una misura costata circa 3 milioni di euro alle casse comunali, con ulteriori somme ancora da liquidare, portata avanti senza una preventiva valutazione d’impatto e senza avere stanziato le risorse necessarie per garantirne la prosecuzione. Tanto che la mancanza di coperture ha contribuito alla sospensione del bando”.
“Il punto qui, come sottolineato anche dall’assessora competente Tiziana Beghin, non è essere contrari agli incentivi alle imprese: è capire come vengono utilizzati i soldi pubblici. Un contributo ha senso se diventa una leva capace di rendere un’attività autonoma e sostenibile anche dopo la fine delle erogazioni. Se invece l’attività sopravvive soltanto finché riceve il bonus, la spesa pubblica non si trasforma in un investimento duraturo per il territorio. E lo studio presentato oggi indica quindi la necessità di cambiare metodo: valutare preventivamente la sostenibilità dei progetti, monitorare gli effetti e inserire gli incentivi all’interno di una strategia complessiva per il centro storico”.
“I numeri oggi – concludono i pentastellati – certificano il fallimento del Bonus decantato dal centrodestra. Il tema peraltro diventa ancora più rilevante se consideriamo che per la riqualificazione dei vicoli sono stati messi in campo complessivamente circa 137 milioni di euro, in parte provenienti dal PNRR, i cui effetti concreti oggi risultano difficili da individuare. Numeri e studio hanno infatti chiaramente spiegato che i caruggi hanno bisogno di politiche strutturali, programmazione e investimenti capaci di durare nel tempo, non di misure bandiera che si esauriscono insieme ai finanziamenti”.
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