Stop al progetto “Cassonetti Smart” a Genova: 30 milioni investiti, risultati modesti. Si valuti ora un reindirizzamento delle risorse
Genova dice addio in modo definitivo al controverso progetto dei “cassonetti smart”, la cui fase di dispiegamento in città è stata ufficialmente sospesa e non verrà completata. Il bilancio di questa operazione, avviata nel 2022 con l’obiettivo di rivoluzionare la raccolta differenziata, è stato presentato in Sala Rossa dall’assessora ai Rifiuti e all’Ambiente, Silvia Pericu, in risposta a un’interrogazione del consigliere di Avs Lorenzo Garzarelli.
Il costo della sperimentazione
Nei tre anni dall’inizio della cosiddetta “rivoluzione”, la spesa sostenuta ammonta a circa 30 milioni di euro. Questa cifra è stata impiegata principalmente per l’acquisto di:
Circa 5.700 nuovi bidoni, di cui 5.300 sono stati posizionati e circa 400 restano da sistemare a Sampierdarena. L’assessora ha precisato che circa 17 milioni sono stati spesi solo per i contenitori tra il 2022 e il 2024.
Diverse decine di camion con sistema bilaterale, necessari per la nuova tipologia di raccolta.
L’idea alla base del progetto era ambiziosa: migliorare in modo significativo la raccolta differenziata per raggiungere l’obiettivo del 65% entro il 2027.
Risultati e sospensione definitiva
Nonostante il considerevole investimento, i risultati sulla raccolta differenziata a livello cittadino sono stati definiti modesti. Sebbene nelle aree dove i nuovi cassonetti sono stati installati si sia registrato un aumento più marcato, la percentuale complessiva di raccolta differenziata di Genova si attesta oggi a un purtroppo basso 54%.
A rendere la sospensione definitiva è stata l’incompatibilità del progetto con altri importanti cantieri e la logistica di raccolta cittadina (come l’interferenza con i “quattro assi”). L’assessora Pericu ha inoltre evidenziato che la fase sperimentale si è limitata alla sola sostituzione dei bidoni. La funzione chiave legata alla quantificazione elettronica del conferimento da parte dei cittadini, motivo per cui i cassonetti sono stati scelti, non è mai stata attivata.
La nuova dirigenza di Amiu ha quindi confermato che non verranno acquistati ulteriori bidoni di questo genere, optando per una valutazione su come ottimizzare l’attuale distribuzione dei vari sistemi di raccolta.
Le priorità di Genova: Un reindirizzamento dei fondi
Questo ingente investimento, che avrebbe dovuto essere completato con ulteriori 30 milioni di euro per coprire l’intera città, suggerisce l’opportunità di una riflessione sulle priorità di spesa dell’amministrazione pubblica.
Con una cifra così significativa impegnata in un progetto non portato a termine e dai risultati non ottimali, si auspica che per il futuro si possa considerare di reindirizzare le risorse economiche su settori chiave che hanno un impatto diretto e immediato sulla qualità della vita dei cittadini.
Ecco alcune proposte che potrebbero beneficiare di un tale reindirizzamento di fondi:
Rafforzamento della sicurezza stradale e del decoro urbano: Investire nel ripristino e nella manutenzione di strade, marciapiedi e illuminazione pubblica per garantire una maggiore sicurezza per pedoni e automobilisti.
Valorizzazione del verde urbano: Destinare risorse al ripristino e alla cura dei parchi e giardini cittadini, essenziali per la vivibilità, l’ambiente e il benessere sociale.
Incremento dell’assistenza sociale: Potenziamento dei servizi e delle strutture di assistenza, in particolare verso la fascia anziana della popolazione, assicurando supporto e contrasto all’isolamento.
La decisione di fermare l’acquisto di nuovi cassonetti e di valutare un’ottimizzazione del sistema esistente è un passo verso una gestione più pragmatica. Si attende ora che la città di Genova possa orientare le sue future risorse verso investimenti che portino benefici tangibili e ampiamente condivisi dalla cittadinanza.
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