L’esclusione del “Meno Dotato” puo costare cara: Violazione di Etica, doveri pubblici e leggi sportive
L’ambiente delle scuole calcio per i bambini (7-11 anni) è teoricamente un baluardo di formazione e inclusione, ma la realtà di molti campi è un crudo esercizio di selezione. Le società che perseverano nell’escludere sistematicamente i piccoli atleti meno dotati tecnicamente, ignorando le direttive inclusive della FIGC, non stanno solo tradendo la loro missione educativa: stanno mettendo a rischio la propria stessa sopravvivenza economica e legale.
L’ossessione per il risultato, manifestata tramite esclusioni in fase di partita o addirittura il rifiuto di iscrizione dopo un periodo di prova, non configura immediatamente un reato penale (come l’abuso di minore), ma espone le società a una serie di conseguenze molto più concrete e immediate.
Il triplice rischio: Civile, Amministrativo e Reputazionale
Le società che discriminano sul campo si trovano ad affrontare tre fronti di potenziale contenzioso e danno:
1. Il rischio Civile: Il danno psicologico e il risarcimento
Il pericolo più imminente per una società sportiva è la causa civile per risarcimento danni. La famiglia di un minore escluso o umiliato può agire legalmente contro l’Associazione Sportiva Dilettantistica (ASD) e l’allenatore responsabile.
- Violazione del Contratto Formativo: L’iscrizione a una scuola calcio è un contratto che obbliga la società a fornire una prestazione educativa e formativa completa, nel rispetto dei principi etici dello sport. L’esclusione ingiustificata o discriminatoria è un inadempimento contrattuale (o una lesione del rapporto fiduciario).
- Danno Non Patrimoniale: Il risarcimento può riguardare i danni non patrimoniali subiti dal bambino. Un’esclusione improvvisa o un’umiliazione sistematica, soprattutto dopo aver creato legami con la squadra, può causare un grave pregiudizio psicologico (stress, ansia da prestazione, lesione dell’autostima). Se questo danno viene certificato e dimostrato, l’ASD e l’istruttore ne rispondono solidalmente.
2. Il rischio amministrativo: La revoca dei benefici pubblici
La maggior parte delle ASD gode di un regime fiscale agevolato e utilizza impianti sportivi comunali in concessione. Questi benefici sono concessi in virtù della loro funzione sociale e inclusiva.
- Tradimento del Mandato Sociale: Le ASD che gestiscono un servizio (soprattutto in strutture pubbliche) devono garantire l’accesso a tutti i cittadini senza discriminazioni ingiustificate.
- Revoca di Concessioni e Fondi: Un comportamento selettivo e discriminatorio, in palese contrasto con i regolamenti FIGC sull’Attività di Base, può portare l’Ente Pubblico (Comune, Regione) o l’Agenzia delle Entrate a contestare l’effettiva natura sociale dell’associazione. L’esito può essere la revoca della concessione degli impianti o la richiesta di restituzione dei contributi pubblici ricevuti, con gravi conseguenze sulla sostenibilità economica della società.
3. L’ombra della Giustizia Sportiva e del Safeguarding
Le esclusioni e la pressione sul risultato violano in modo diretto le norme del Settore Giovanile e Scolastico (SGS) della FIGC.
- Violazione del Codice Etico: La Federazione è sempre più rigida sui temi di etica e tutela dei minori, specialmente con l’introduzione delle norme sul Safeguarding. L’esclusione di un bambino in base alle sue presunte scarse capacità è vista come una discriminazione e una condotta lesiva del benessere psico-fisico del minore.
- Sanzioni Disciplinari: Le società e i tecnici rischiano sanzioni disciplinari federali, che vanno dall’ammenda alla squalifica, per non aver rispettato i principi fondamentali dell’Attività di Base, come il divieto di classifiche e l’obbligo di inclusione totale.
Danno reputazionale: La fiducia perduta
Oltre ai rischi legali ed economici, le società che escludono subiscono un inevitabile danno d’immagine.
Nell’era dei social media, un reclamo documentato da parte di una famiglia su pratiche discriminatorie si diffonde rapidamente, danneggiando la reputazione della scuola calcio. La perdita di credibilità e la percezione di un ambiente “tossico” o “selettivo” causano una diminuzione delle iscrizioni, compromettendo il futuro stesso dell’associazione.
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