Silvia Salis è ormai una presenza abituale sulla scena mediatica nazionale: interviste televisive, dichiarazioni sulla politica italiana, interventi su Giorgia Meloni, feste del PD, reel e ora anche un libro.
Già nel settembre 2025, a poco più di tre mesi dall’insediamento, partecipava alle Feste dell’Unità, interveniva a incontri politici nazionali e annunciava la presenza alla Leopolda.
Poi Bloomberg, il Guardian, la copertina di Vanity Fair, Fabio Fazio ad aprile e nuovamente ieri sera.
Quanti sindaci hanno una simile esposizione mediatica?
Ma quanti altri sindaci italiani hanno avuto una simile esposizione mediatica?
Da una ricerca emergono Matteo Lepore, sindaco di Bologna, Roberto Gualtieri, sindaco di Roma, e Giuseppe Sala, sindaco di Milano. Tutti appartenenti all’area del centrosinistra. Non significa che siano gli unici sindaci ospitati in televisione, ma sono alcuni dei nomi ricorrenti nel dibattito nazionale.
Nel caso di Salis, la presenza mediatica è arrivata a tal punto che, per provocazione, verrebbe quasi da scomodare Berlusconi. Ieri sera Salis era presente addirittura su cinque canali. Qualcuno, cambiando canale per non vederla, se l’è ritrovata nuovamente davanti. Una telespettatrice ha commentato: «Pensavo mi avessero hackerato la TV!».
Le questioni aperte a Genova
Nessuno vieta a un sindaco di partecipare al dibattito politico nazionale. Ma nel frattempo Genova deve fare i conti con cantieri, traffico, problemi di mobilità, cassonetti pieni e spazzatura per strada. Lo Skymetro è stato abbandonato e per la Val Bisagno manca ancora una soluzione definitiva. AMT attraversa una crisi gravissima, mentre si attendono ancora i bilanci più recenti e un quadro contabile definitivo.
E quale biglietto da visita offre oggi Genova a chi arriva da fuori?
Una città con un patrimonio storico e artistico straordinario, ma con servizi che non sempre rispondono alle esigenze di residenti e visitatori. Le fotografie pubblicate dai cittadini mostrano situazioni di sporcizia, accompagnate da segnalazioni di cattivi odori.
Senza dimenticare il centro storico, uno dei più belli e preziosi d’Europa, dove residenti e commercianti denunciano da tempo problemi di spaccio, consumo di droga e insicurezza.
Non tutti questi problemi sono nati con Salis, ma sono passati sedici mesi dal suo insediamento. Dopo i primi mesi, chi governa deve anche rispondere di ciò che ha fatto per risolvere i problemi ereditati, senza continuare ad attribuire ogni responsabilità a chi c’era prima.
Critiche e celebrazioni
Quando si critica il suo operato, però, la risposta dei sostenitori è spesso la stessa: «È troppo presto per giudicarla, bisogna aspettare la fine del mandato».
Eppure, per presentarla sulla scena nazionale come una figura politica di riferimento, sembra che i risultati amministrativi siano già acquisiti.
Per criticarla bisogna aspettare cinque anni. Per celebrarla sono bastati pochi mesi?
Una sindaca può certamente partecipare al dibattito nazionale. Resta però da capire quali risultati amministrativi giustifichino tutta questa attenzione, mentre Genova continua ad affrontare problemi quotidiani che i cittadini conoscono bene.
Genova ha eletto una sindaca. E i genovesi hanno il diritto di chiedere che sia Genova, prima della sua immagine nazionale, a occupare il centro dell’attenzione.
A.C.G.B.
Firma: Artemisia Gentileschi
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